Da martedì 28 aprile prenderà il via a Fidenza l’ottava edizione di Testo… Pretesto , il festival dedicato alla letteratura, o meglio ancora, alla necessità di leggere.
“Testo… Pretesto è uno dei tasselli – spiega il sindaco Davide Malvisi – che compongono l’offerta culturale fidentina e che fino ad oggi ha già visto andare in scena la rassegna Pianeta Città e il festival Terra Incognita. Il programma proseguirà con il Francigena Fidenza Festival, Spring Donnino, Lsd Festival e a giugno i grandi eventi sportivi di piazza che ci accompagneranno fino all’estate. Per dare un’idea delle dimensioni di questo impegno basti pensare che tra il 14 aprile e il 15 giugno sono ben 27 i giorni nel corso dei quali è prevista un’attività straordinaria di tipo culturale o sportivo. Si tratta di uno sforzo notevole per questa amministrazione, che vuole animare il centro storico attingendo a suggestioni diverse che vanno dalla musica alle arti performative, dagli incontri letterari ai tornei sportivi. Senza dimenticare il gusto di stare insieme e di scoprire sapori sempre autentici, espressione di questo e di altri territori a noi vicini”.
Tra aprile e maggio la città si èriempie di appuntamenti da segnare in agenda: festival, libri, musica, incontri, spettacolo e occasioni per viverla in modi diversi.
Il tema di quest’anno, ispirato alla straordinaria sensibilità di Emily Dickinson, è “La speranza è quella cosa piumata”: in un’epoca di grandi incertezze globali, il libro si rivela essere lo strumento più potente per dare ali a questa speranza.
“Questa nuova edizione significa, per questa Amministrazione, rinnovare una promessa fatta alla città: quella di considerare la cultura non come un accessorio, ma come il tessuto connettivo della nostra comunità”. Così Maria Pia Bariggi, assessore alla Cultura, ha introdotto la presentazione del programma assai nutrito, che prevede ben 44 appuntamenti che si svolgeranno sul territorio fino a domenica 3 maggio.
“Non è un caso – prosegue Bariggi – che il Festival coincida con giornate simboliche come il 1° Maggio: abbiamo voluto intrecciare la riflessione intellettuale con i valori civili della dignità, del lavoro e della pace. Questa edizione si distingue inoltre per la sua natura diffusa e inclusiva. Vedremo la poesia colorare le vetrine del centro, le piazze animarsi con le voci dei bambini e la musica abbracciare la letteratura”.
Dalla profondità dei dialoghi filosofici con Ugo Volli e Aldo Colonetti (mercoledì 29 aprile ore 17), alle memoria storica recuperata dall’ISREC (venerdì 1° Maggio, ore 11), all’Europa delle possibilità dell’eurodeputato Marco Tarquinio (domenica 3 maggio, ore 17) sono tante le sollecitazioni messe in campo per questo festival.
Non mancheranno poi – e come potrebbero? Le presentazioni di libri e scrittori. Si comincia con Valerio Varesi (mercoledì 29 aprile, ore 11) con il suo “Estella. La vita straordinaria e dimenticata di Teresa Noce”, cui seguirà (giovedì 30 aprile, ore 18) Fabio Pasini con “Vie d’acqua”. Domenica 3 maggio (ore 11) Mattia Ferraresi presenterà “I Demoni della mente” cui seguiranno (alle 16) Don Luigi Guglielmoni e Fausto Negri e il loro “La notte, confine del giorno, porta dell’aurora”. Sabato 2 maggio (ore 18) sarà la volta di Roberto Longoni che, in dialogo con Luca Ponzi, presenterà “Malditerra”. Chiuderanno Seba Pezzani (domenica 3 maggio, ore 18) con “La guerra civile americana” e Luca Frazzi che alle 19 ci racconterà il suo “Questa non è una discoteca”.
Tuttavia, la cultura ha anche il dovere di essere uno specchio critico della realtà. Di qui la scelta di ospitare venerdì 1 maggio (ore 18) una tavola rotonda sul tema del lavoro con Massimo Bussandri, CGIL Emilia Romagna, Filippo Pieri, CISL Emilia Romagna e Mariolina Tarasconi, UIL Emilia Romagna.
A questa grande giornata di piazza seguirà (sabato 2 maggio) l’inaugurazione, all’Auditorium Orsoline, della mostra “I disastri della guerra. Da Goya ai giorni nostri”, un’esposizione che nasce dall’esigenza di non distogliere lo sguardo dai conflitti che feriscono il nostro presente.
“Testo… Pretesto – conclude Maria Pia Bariggi – non è solo un festival di libri, è la dimostrazione che una città che legge è una città che sa guardare al futuro con occhio critico e cuore aperto”.