Documenti per votare
Per esprimere il proprio voto l’elettore si deve recare al proprio seggio elettorale munito della tessera elettorale e di idoneo documento d’identificazione.
L’identificazione può avvenire mediante presentazione:
- della carta d’identità o passaporto o di un altro documento di identificazione rilasciato da una pubblica amministrazione purché munito di fotografia;
- della carta di identità e gli altri documenti di identificazione rilasciati dalla pubblica amministrazione, anche se scaduti, purché da non oltre tre anni;
- di tessere di riconoscimento rilasciate dall’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia purché munite di fotografia e convalidate da un Comando militare;
- di tessere di riconoscimento rilasciate dagli ordini professionali purché munite di fotografia;
Qualora l’elettore non sia in possesso di un idoneo documento, l’identificazione può avvenire per attestazione di uno dei componenti del seggio che conosca personalmente l’elettore.
Infine se l’elettore non è in possesso di un idoneo documento e se nessuno dei componenti del seggio è in grado di accertare l’identità dell’elettore, l’identificazione può avvenire per attestazione di un altro elettore del comune. Quest’ultimo deve essere personalmente conosciuto da uno dei componenti del seggio o deve essere stato ammesso a votare in base a un regolare documento di identificazione rilasciato da pubblica amministrazione.
Il Ministero dell’interno, con circolare n. 2/2018, ha previsto che, per favorire l’esercizio del diritto di voto da parte di coloro che, nei giorni antecedenti le consultazioni elettorali, abbiano richiesto la CIE (carta di identità elettronica), è da ritenere che la ricevuta della CIE risponda ai requisiti del documento di riconoscimento.
Al fine di evitare il possibile sovraffollamento e le code degli ultimi giorni, è consigliabile che ogni elettore verifichi per tempo il possesso dei documenti necessari per l’espressione del diritto di voto.
Operazioni di voto
Le operazioni di votazione si svolgeranno nelle giornate di domenica 22 marzo 2026, dalle ore 07:00 alle ore 23:00, e di lunedì 22 marzo 2026 ore 07:00 alle ore 15:00, ai sensi dell’articolo 1, comma 399, primo periodo, della Legge 27 dicembre 2013, n. 147, come modificato per l’anno 2026 dall’articolo 1 comma 1 del Decreto-Legge 27 dicembre 2025, n. 196.
Hanno il diritto di voto
Tutti i cittadini di nazionalità italiana, iscritti nelle liste elettorali del Comune di Fidenza, che avranno compiuto il 18° anno di età il giorno della votazione.
Si ricorda che le liste elettorali verranno bloccate martedì 3 febbraio 2026 (47° giorno antecedente al giorno delle votazioni), pertanto i cittadini italiani che trasferiranno la residenza dopo tale data voteranno presso il precedente Comune.
Validità della consultazione
La consultazione referendaria costituzionale non è soggetta a quorum.
Nel referendum confermativo, detto anche costituzionale o sospensivo, si prescinde dal quorum, ossia si procede al conteggio dei voti validamente espressi indipendentemente se abbia partecipato o meno alla consultazione la maggioranza degli aventi diritto, a differenza da quanto avviene nel referendum abrogativo.
Attraverso il referendum abrogativo si decide se abrogare o meno una legge mentre con il referendum confermativo il popolo decide se confermare o meno una legge di riforma costituzionale già approvata dal Parlamento senza la maggioranza qualificata dei due terzi.
Testo del quesito e come si vota
I magistrati della Corte Costituzionale hanno avuto il compito di valutare un’ipotesi di quesito secondo i parametri di chiarezza, omogeneità e comprensibilità per i votanti. Con la domanda viene sostanzialmente chiesto all’elettore se intende confermare o respingere la legge costituzionale sottoposta a referendum, attraverso le uniche due opzioni possibili.
Il quesito, riscritto dopo l’ordinanza del 6 febbraio 2026 espressa dall’ufficio centrale per il referendum della Corte suprema di cassazione, che l’elettorale troverà sulla scheda elettorale sarà il seguente «Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?»..
Per quanto attiene la modalità di voto, ciascun elettore può:
- apporre un segno sul SI se desidera che la norma sottoposta a Referendum sia confermata;
- apporre un segno sul NO se desidera che la norma sottoposta a Referendum non sia confermata.
Dovessero vincere i “Sì”, la riforma della giustizia verrebbe confermata e il Presidente della Repubblica promulgherà la legge costituzionale, che verrà infine pubblicata in Gazzetta Ufficiale.
Qualora l’esito dovesse essere negativo, la riforma votata dal Parlamento non sarà perfezionata.