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Museo Civico del Risorgimento “Luigi Musini”

Ospitato dal 1989 nel palazzo delle Orsoline si è costituito grazie all’incessante passione collezionistica per il Risorgimento di Nullo Musini, figlio del garibaldino fidentino Luigi.

La collezione è stata ampliata con documenti appartenenti all’Archivio Comunale e donazioni di altri fidentini, quali Nino Denti, Benito Mattioli e la famiglia Chiari di Parma.

Il percorso museale, in ordine cronologico, prende avvio con oggetti e documenti legati a Napoleone e Maria Luigia, per proseguire nelle sale successive con il periodo di dominazione Borbonico, i moti risorgimentali, le tappe dell’unità d’Italia attraverso le immagini dei suoi protagonisti, le sale dedicate a Giuseppe Verdi e a Luigi Musini, fino a toccare la prima guerra mondiale, la guerra di Spagna , la seconda guerra mondiale e la Resistenza.

ALBUM DEI MILLE

Tra i preziosi oggetti facenti parte del Museo del Risorgimento spicca per importanza e rarità l’album dei mille, uno dei pochissimi esemplari esistenti, che contiene le fotografie dei protagonisti della spedizione garibaldina del 1860. In formato carte de visite si riconoscono Giuseppe Cesare Abba, scrittore cui si devono le memorie della spedizione da “Quarto al Volturno”, Stefano Canzio, aiutante di campo di Garibaldi, di cui sposerà la figlia Teresita, Francesco Crispi, Rose Montmasson, moglie di Crispi. C’è il figlio di Garibaldi, Menotti, il figlio di Daniele Manin, Giorgio, Francesco Nullo caduto combattendo per l’indipendenza della Polonia, Ippolito Nievo autore delle “Confessioni di un italiano”. Al numero 753 il fidentino Eugenio Pescina, imbarcatosi diciassettenne con i mille a Quarto.

LUIGI MUSINI (1843-1903)

Figlio di Carlo, medico, Luigi Musini comincia a interessarsi giovanissimo agli ideali risorgimentali e alla lotta per l’unificazione della penisola. Dopo una breve esperienza come volontario dell’esercito Sardo a Modena, partecipa tra le fila dei garibaldini alla campagna militare in Trentino, combattendo a Condino e Bezzecca. Nel 1867 si aggrega ai fratelli Cairoli che tentano di fare insorgere Roma, ma la spedizione accerchiata a Villa Glori, viene decimata e solo Musini e pochi altri riusciranno a mettersi in salvo. Nel 1869 si laurea in Medicina a Bologna e l’anno seguente si arruola come volontario con il grado di ufficiale medico nella Brigata Menotti Garibaldi nella campagna dei Vosgi, a difesa della Repubblica Francese contro i prussiani. Negli anni successivi si dedicherà attivamente alla vita politica su posizioni repubblicane e poi socialiste. Fonda sia il periodico “Il Fidentino”, sia “Il Nuovo Salsomaggiore”.

Il museo è aperto in orario di biblioteca con ingresso libero e gratuito.

Pubblicato: 14 Maggio 2003Ultima modifica: 26 Novembre 2020