Il malato immaginario

Mercoledì 29 maggio 2024, ore 21:00
Teatro Girolamo Magnani Fidenza

ll malato immaginario (Le Malade imaginaire), è una Comédie-ballet in III atti, del drammaturgo francese Molière. Da ricordare che nel XVII secolo, in Francia, il termine “immaginario” significava pazzo. Tutti e tre gli atti sono seguiti da altrettanti intermezzi.
La pièce venne rappresentata per la prima volta al Palais-Royal il 10 febbraio 1673, dalla “Troupe du Roy”, con le musiche di Marc-Antoine Charpentier, e coreografie di Pierre Beauchamp. L’opera è quasi un’autobiografia del drammaturgo. Intesa dal suo autore come una farsa, è inframmezzata da intermezzi musicali e balletti giustapposti alla commedia, inseriti all’unico scopo di compiacere i gusti di Luigi XIV, lasciando però intatta la struttura dell’opera.
Scritta nell’ultimo anno di vita di Molière, la commedia è intrisa di realismo. Lo stesso protagonista, che si presenta come un classico personaggio farsesco, pronuncia a tratti affermazioni lucide e ragionevoli, mostrando un cinismo e una disillusione che tradiscono le amare riflessioni dello stesso autore, il quale approfitta delle occasioni comiche offerte dalla trama per introdurre in modo inaspettato un’aspra denuncia della società del suo tempo.
Il 17 febbraio del 1673 Molière, che interpretava Argante, portò a termine la rappresentazione di questa commedia nonostante il suo grave stato di salute, morendo infine poche ore dopo.
breve trama della rappresentazione in Italia: nell’anno 1673, Roma è una città devastata dalla povertà e dalla violenza. Argante è un ricco proprietario terriero, con la convinzione di essere malato. In realtà la sua malattia è il mero frutto dell’ipocondria e dell’immaginazione: l’uomo si è barricato in casa, per paura di tutto ciò che avviene fuori. Argante è circondato da gente falsa, che trama alle sue spalle: l’amministratore che non rispetta le sue decisioni, i medici che speculano sulla sua malattia immaginaria, la sua seconda moglie Lucrezia che spera di rimanere vedova per poter intascare l’eredità. Le uniche persone che lo amano veramente sono Angelica, la figlia di primo letto, e la serva Tonina. In preda all’ira e alla fame, i contadini invadono la casa di Argante, che non può far altro che promettere giustizia. Del vero amore della figlia Argante non se ne accorgerà che nell’epilogo, quando inscena la propria morte per scoprire tutta la verità.

a cura di Associazione 9C Teatro aps
Tel. 3402325127 9cteatro@gmail.com

Ingresso libero

Pubblicato: 15 Maggio 2024