Venerdì 1 Maggio, Festa dei Lavoratori, a Fidenza è in programma un dibattito dal titolo “Dignità e futuro. Per un lavoro che liberi la persona”.
L’incontro promosso dall’Amministrazione comunale nell’ambito del Festival Testo…Pretesto vedrà la partecipazione di Massimo Bussandri, segretario generale CGIL Emilia Romagna; Filippo Pieri segretario generale della Cisl Emilia-Romagna e Mariolina Tarasconi, segretario generale UIL Parma.
Un importante momento di confronto sindacale sul tema “Dignità e futuro: per un lavoro che liberi la persona”, con i vertici regionali di CGIL, CISL e UIL. L’appuntamento è alle ore 18 in Piazza Garibaldi nella Tensostruttura Met@.
Sarà l’occasione per riflettere su temi centrali come contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti, dignità delle persone, qualità dell’occupazione.
TESTO PRETESTO 2026
1° Maggio a Fidenza
Il Lavoro come Fondamento della Libertà
Ore 18.00
Piazza Garibaldi
Tensostruttura Met@
Celebrare il 1° Maggio a Fidenza, all’interno di un festival che parla di “testi” e “libri”, ci ricorda che la Costituzione è un testo vivo.
Come diceva Piero Calamandrei, la Carta è solo un “pezzo di carta” se non viene riempita ogni giorno dall’impegno, dalla passione e, soprattutto, dalla dignità di chi lavora.
”Dignità e Futuro” rimandano all’impegno costante necessario per costruire un’Italia dove il lavoro sia davvero il motore della libertà.
1. L’Articolo 1: Una Scelta di Campo
Quando l’Assemblea Costituente discusse il primo articolo della nostra Carta, la scelta del termine “Lavoro” fu rivoluzionaria.
Fondare una Repubblica sul lavoro significa dire che la sovranità non appartiene al privilegio, al censo o alla sola eredità, ma a chiunque contribuisca al progresso materiale o spirituale della società.
2. Dignità e Libertà (Articolo 3 e 36)
Il sottotitolo dell’evento, “Per un lavoro che liberi la persona”, richiama direttamente l’Articolo 3. La Costituzione assegna alla Repubblica il compito di “rimuovere gli ostacoli” che impediscono il pieno sviluppo della persona umana.
• Oltre la sussistenza: Ai sensi dell’Articolo 36, il lavoro deve garantire una “esistenza libera e dignitosa”. Se il lavoro è precarietà o sfruttamento, non libera l’uomo, lo imprigiona.
• La Persona al centro: Il lavoro deve servire l’essere umano, permettendogli di realizzarsi e di partecipare alla vita politica e sociale del Paese.
3. La Partecipazione e l’Unità Sindacale
La presenza dei rappresentanti di CGIL, CISL e UIL richiama lo spirito dell’Articolo 39.
I Costituenti vedevano nel sindacato lo strumento fondamentale per dare voce collettiva ai lavoratori, trasformandoli da “soggetti passivi” dell’economia a protagonisti del dialogo sociale.
4. Guardare al Futuro: “Dignità e Futuro”
Oggi parlare di lavoro che “libera” significa:
• Garantire sicurezza e salute (perché non c’è dignità senza tutela della vita).
• Governare l’innovazione tecnologica affinché sia uno strumento di emancipazione e non di alienazione.
• Assicurare che il “futuro” sia fatto di stabilità e diritti per le nuove generazioni.