Il Sindaco di Fidenza: “Risolta l’emergenza dei conti. Imu seconda casa gratis, un’altra promessa mantenuta”

 

Massari:“Sconto Tasi di 80 euro, esenzioni per imprese, anziani e disabili. Imu zero per seconde case in comodato gratuito a genitori o figli”

Per spiegare un bilancio servono due cose: numeri chiari e grande trasparenza, per non buttarla in politica con chiacchiere che oggi importano assai poco.

Tenendo fermi questi due principi, posso dire che col voto del Consiglio dell’8 settembre abbiamo chiuso una fase d’emergenza, riuscendo al tempo stesso a gestire con detrazioni ed esenzioni mirate una tassa sbagliata come la Tasi con una situazione dei conti comunali singolare e pesante. Abbiamo rispettato un grande impegno preso coi fidentini: equiparare l’Imu sulla seconda casa all’abitazione principale, rendendola a costo zero per i genitori che concedono l’alloggio ai figli con un comodato gratuito (e viceversa). Un’azione dettata da ragioni di equità fiscale, così come il mantenimento di una soglia di esenzione Irpef pari a 15mila euro, la più alta applicata in provincia.

Soprattutto, ora potremo concentrarci sull’attuazione dei primi obiettivi di mandato. Penso all’immediato avvio di un piano di manutenzioni meticolose del nostro patrimonio, in stato di evidente degrado. E poi nuovi progetti per la sicurezza urbana e il Piano per gli impianti sportivi, solo per citare alcuni esempi.

Abbiamo messo il bilancio in sicurezza

Con le previsioni di entrata Tasi si è evitato un mix letale fatto di soldi tagliati dallo Stato, debiti fuori bilancio ereditati dal 2013 e molto altro. Tutto questo sapendo che soltanto fra i servizi scolastici e la rete degli asili nido restano da riscuotere 1,2 milioni euro.

Quindi, essendo già partite le bordate dall’opposizione al grido di “giù le tasse, giù le tasse”, ecco una piccola istantanea di ciò che ci siamo, semplicemente, trovati a gestire come nuova Amministrazione di Fidenza e che chiunque altro al nostro posto avrebbe dovuto affrontare.

L’anomalia di un bilancio settembrino

Abbiamo letteralmente fatto le corse per poter approvare il bilancio di previsione 2014. Anche i meno interessati alle cose del Comune, potranno intuire che non è normale stabilire a settembre – nono mese dell’anno – cosa si può spendere per tutti i 12 mesi. Di fatto a Fidenza da sempre il bilancio di previsione veniva approvato entro la fine dell’anno precedente, ma questa incombenza (così come l’approvazione del bilancio che doveva certificare tutte le spese sostenute nel 2013) ce la siamo trovata tutta addosso al nostro insediamento, a fine giugno.

Senza tacere che molte spese e in particolare sovvenzioni e contributi di natura sociale, assistenziale, culturale, scolastica e sportiva erano già state erogate con modalità e criteri che riteniamo debbano essere rivisti, per ragioni di contenimento della tassazione, di equità e di trasparenza nella gestione del denaro pubblico.

Poi ci sono i numeri, a disposizione di tutti:

Lo Stato ci ha tolto oltre 3 milioni, 130mila euro sono i debiti fuori bilancio cui andremo a dare copertura, 294mila euro altri debiti pregressi (anni 2011-2013), 110mila euro gli oneri per nuovi mutui stipulati dalla precedente Amministrazione lo scorso anno, 64mila euro le maggiori spese per sostenere le Terre Verdiane, 250mila euro i soldi per finanziare in modo corretto la manutenzione del nostro patrimonio, che significa strade, scuole, aree verdi, 363mila euro di risorse per incrementare l’accantonamento a fondo rischi per la salvaguardia del bilancio come richiesto dal MEF.

Queste e altre voci hanno prodotto un conto di 4 milioni e 363 mila euro. Conto che qualcuno all’opposizione conosce a menadito, anche se oggi gioca a far finta di niente, con roboanti comunicati stampa e proposte generiche, fantasiose quanto irrealizzabili di riduzione delle tasse.

Fidenza è riuscita a difendere famiglie e imprese

Dicevamo: la Tasi è una tassa concepita malissimo. Perché? Perché punisce le famiglie e premia le grandi rendite, prevedendo rincari rispetto all’Imu versata nel 2012. Stortura lenita, a Fidenza, con una detrazione di 80 euro (che era facoltativa), pensata per proteggere chi ha una rendita catastale fino a 400 euro.

Tutelati anche i cittadini e le famiglie in affitto: è stata applicata loro un’aliquota Tasi pari al minimo di legge (il 10%).

Inoltre: non pagheranno la Tasi le abitazioni di anziani e disabili ricoverati in strutture protette, così come le imprese del comparto edile, uno dei più minacciati dalla crisi. Beneficio scattato grazie all’esenzione sui “beni merce”, ovvero i fabbricati costruiti dalle imprese ma rimasti invenduti.

Per dare sostegno all’agricoltura, oltre all’aliquota ridotta per i fabbricati rurali (1 per mille) fissata per legge, godranno di una riduzione – per una precisa scelta dell’Amministrazione – le aree edificabili (aliquota 1,5 per mille), possedute e condotte da coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionisti.

Imu: la seconda casa non paga se c’è il comodato genitori/figli

L’altra gamba della manovra di Bilancio, l’Imu, è caratterizzata dal rispetto di quanto promesso in campagna elettorale: la seconda casa non pagherà l’Imu (fino a 500 euro di rendita catastale) in presenza di un comodato gratuito tra genitori e figli o viceversa.

Decisamente vasto il campo delle altre esenzioni Imu: non pagheranno un euro, tra gli altri, le abitazioni principali, le sedi delle forze di Polizia, gli alloggi sociali, gli immobili delle cooperative edili a proprietà indivisa, le case degli anziani e dei disabili ricoverati in strutture protette (esenzione che bissa quella introdotta dalla Tasi), i beni merce, i fabbricati strumentali agricoli, la casa coniugale assegnata al coniuge per separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Resta un’ultima considerazione d’obbligo. Con buona pace del federalismo fiscale sempre sventolato, i fidentini pagano per l’Imu oltre 11,5 milioni di euro, ma solo il 63% di questa somma resta a Fidenza, con lo Stato impegnato a fagocitare il restante 37%, ossia 4,3 milioni di euro che, guarda caso, equivalgono all’importo che il comune di Fidenza, nel 2014, si vede costretto a recuperare dalla TASI.

Non mi stancherò mai di dirlo: dobbiamo unire la voce della nostra città a quella di tutti gli altri Comuni che pretendono una revisione radicale del Patto di Stabilità e della legislazione che disciplina i tributi locali.

Pubblicato: 11 Settembre 2014