FIDENZA PORTA A RIMINI TRE ANNI DI LOTTA ALLE MAFIE E ALL’ILLEGALITA’

Oggi in Romagna le manifestazioni per la XXII Giornata della memoria e dell’Impegno

 

Fidenza, 21 marzo 2017 – Fidenza era in prima fila, oggi a Rimini, alla XXII Giornata della Memoria e dell’Impegno organizzata da Libera e Avviso Pubblico in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Uniti si vince. E’ per questo che oggi abbiamo voluto essere qui: per dire che stiamo con la legalità e per ribadire il nostro impegno, un impegno che dura da tre anni e che ha ottenuto risultati concreti, portando Fidenza, ancora una volta, a essere un modello virtuoso preso ad esempio in altre realtà. Fidenza c’è ed è importante essere presenti oggi, perché i primi passi di una cultura della legalità si fanno ricordando e facendo rete”, così Alessia Frangipane, assessore al Welfare, commenta l’adesione della nostra città alla Giornata della Memoria e dell’Impegno.

Il tema dell’edizione 2017 è stato “Luoghi di speranza, testimoni di bellezza”. Le manifestazioni si sono svolte a Locri e in contemporanea in tutta Italia. Per la regione Emilia-Romagna l’appuntamento era a Rimini, dove il gonfalone del Comune di Fidenza, accompagnato dall’assessore al Welfare, Alessia Frangipane, ha sfilato per testimoniare l’impegno della nostra città nella lotta contro le mafie, la corruzione e l’illegalità. A rappresentare Fidenza ha partecipato alla manifestazione anche una delegazione di studenti dell’istituto “Solari”.

La lotta alle mafie, a Fidenza, si combatte su più fronti e ha coinvolto i dipendenti pubblici, i cittadini e le scuole, perché si vince tutti insieme, promuovendo una cultura della legalità e della cittadinanza responsabile, soprattutto tra le generazioni di domani; per questo è così importante il coinvolgimento dei ragazzi”, ha spiegato Alessia Frangipane.

Fidenza ha aderito ad Avviso pubblico il 13 novembre 2014. Da allora l’Amministrazione comunale ha intensificato la lotta all’illegalità e avviato diversi progetti di contrasto alla criminalità e alla corruzione, in primis l’introduzione delle clausole sociali e il rifiuto del criterio del massimo ribasso nelle gare d’appalto.

Le clausole sociali per gli appalti pubblici lanciate da Fidenza sono diventate un modello che Parlamento e Governo si sono impegnati ad esportare ed espandere, seguendo una riforma dal basso varata per aggredire la disoccupazione e, al tempo stesso, per dire addio alle gare al massimo ribasso, sostenendo una concorrenza vera e leale sul mercato a favore della qualità.

Abbiamo avviato un programma di formazione per i dipendenti pubblici, aperto anche ai cittadini, e intrapreso azioni contro il gioco d’azzardo e di sostegno alle persone colpite da disturbi del comportamento a esso correlate”, ha ricordato l’assessora Frangipane.

In collaborazione con la Regione Emilia-Romagna – con la quale Fidenza ha siglato un protocollo d’intesa sulla lotta all’illegalità tra i primissimi di questo tipo sul territorio nazionale -, con Avviso Pubblico e con il Gruppo Abele, l’Amministrazione comunale ha realizzato due edizioni di un corso di formazione contro la corruzione mirato ai dipendenti pubblici e aperto a tutti i cittadini, nei quali sono stati affrontati e approfonditi i fenomeni di corruzione e infiltrazioni mafiose, per poi illustrare le buone prassi e gli strumenti per prevenire e arginare queste piaghe.

Nel progetto di promozione di una cultura della legalità sono state coinvolte, per due anni scolastici, le scuole secondarie di primo e secondo grado di Fidenza con lezioni mirate, laboratori e incontri pubblici.

Per lanciare un messaggio forte di rifiuto delle mafie, Fidenza ha avuto come testimonials d’eccezione: Don Luigi Ciotti, simbolo della lotta alla criminalità e fondatore del Gruppo Abele e di “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”; Antonino De Masi, imprenditore di Gioia Tauro che lavora nell’area portuale nonostante abbia subito minacce e attentati; Michele Albanese, giornalista del “Quotidiano del Sud” che fece lo scoop sull’inchino della statua della Madonna delle Grazie alla casa del boss Giuseppe Mazzagatti a Oppido Mamertina e ora sotto scorta perché minacciato di morte.

Infine, insieme al Comune di Salsomaggiore Terme, Fidenza ha trasformato il podere “Millepioppi”, confiscato ai clan, in una casa per start-up che producono innovazione.

Pubblicato: 21 Marzo 2017