FIDENZA E’ IN PRIMA LINEA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Il Comune ha aderito al Protocollo Anci – Dire e alla Campagna Fiocco Bianco

 

Fidenza, 26 novembre 2014 – Da oggi Fidenza ha un protocollo che sancisce il suo impegno attivo nella lotta contro la violenza sulle donne per far sì che il rispetto tra i sessi diventi una cultura diffusa e condivisa. Il consiglio comunale straordinario di ieri ha deliberato l’adesione del Comune di Fidenza al Protocollo d’Intesa Anci – Dire (Donne in rete contro la violenza): la collaborazione tra i Comuni e i Centri antiviolenza per promuovere e sviluppare progetti, azioni e iniziative per prevenire e contrastare la violenza maschile contro le donne, per proteggere e tutelare le donne vittime di violenza e per elaborare risposte efficaci al fenomeno.

 

Fidenza è già attiva in tante azioni di contrasto al fenomeno attraverso i Piani di zona. Con l’adesione al Protocollo ci impegniamo a incrementare queste attività di sensibilizzazione e di lotta. Non dobbiamo dimenticare che anche a Fidenza si registrano episodi di violenza contro le donne: lo Sportello antiviolenza cittadino nel solo 2014 ha effettuato 83 colloqui e ha accolto 18 donne. La seduta straordinaria convocata oggi rappresenta un’assunzione di responsabilità da parte del Consiglio comunale e dell’Amministrazione”, ha spiegato l’assessora al Welfare, Alessia Frangipane nel corso del consiglio comunale straordinario indetto ieri per deliberare l’ingresso di Fidenza nel Protocollo Anci-Dire. La delibera è stata votata all’unanimità dalla maggioranza e dalla minoranza, rappresentata dal consigliere Luca Pollastri.

 

In una sala del consiglio gremita di cittadini, associazioni e operatori del settore, il sindaco Andrea Massari ha sottolineato che: “Garantire una società in cui siano pieni e compiuti i diritti e le tutele è un compito che tutti siamo chiamati a costruire, per primi noi amministratori. E’ un impegno che dobbiamo assumere anche nei confronti dei più giovani per sensibilizzare e promuovere, giorno dopo giorno, una reale cultura contro la violenza di genere. Siamo attivi con lo Sportello antiviolenza e con campagne si sensibilizzazione ma i dati dimostrano che il fenomeno è in crescita, o quanto meno aumentano le donne che trovano il coraggio di chiedere aiuto. Questo significa che dobbiamo fare di più”.

Il sindaco Massari ha poi dato il via alla Campagna Fiocco Bianco di Fidenza: tutti gli uomini presenti hanno indossato un fiocco bianco come impegno a non commettere mai violenza contro le donne e a non rimanere in silenzio di fronte a questo fenomeno.

 

Questa sera il consiglio comunale di Fidenza celebra la Giornata contro la violenza sulle donne, riflettendo su questa drammatica realtà che dall’inizio dell’anno in Italia conta 96 casi di femminicidio. Un fenomeno brutale, senza sosta, ingiustificabile per ogni persona che ama e rispetta il prossimo, purtroppo in aumento anche nelle nostre città. Oggi siamo qui per riflettere su questi temi e affermare che la cultura si può cambiare e che il Comune di Fidenza è pronto a fare la sua parte”, ha detto il presidente del Consiglio comunale, Amedeo Tosi.

 

Bisogna riflettere sul fatto che gli episodi di violenza riguardano indistintamente culture, ceti e religioni diverse. Il dato che colpisce, in particolare, è che tra le donne che subiscono violenza maschile vi siano donne colte che comunque accettano la situazione. Questo significa che bisogna intervenire nell’educazione perché il rispetto di se stessi e il rispetto degli altri sono concetti che devono essere appresi sin da piccoli”, ha spiegato il vicesindaco Alessia Gruzza.

 

I dati

Samuela Frigeri, presidente del Centro antiviolenza di Parma, ha poi illustrato i dati raccolti dallo Sportello antiviolenza fidentino dal gennaio a novembre 2014. Dall’8 gennaio sono stati effettuate 43 aperture e 83 colloqui d’accoglienza. Sono state accolte 18 donne, di cui 17 per la prima volta, mentre una ha completato il percorso iniziato nel 2013. Delle donne accolte, 12 hanno chiesto di intraprendere un percorso di uscita dalla violenza attraverso cicli di colloqui di elaborazione e sostegno con l’operatrice. Attualmente 3 di questi percorsi sono ancora in corso.

Inoltre, delle 18 donne accolte, 12 hanno usufruito della consulenza legale, 2 sono state inviate a una psicologa volontaria e 7 sono state seguite dall’operatrice dello Sportello lavoro.

Nel corso del 2014 nelle case d’accoglienza del Centro antiviolenza sono state accolte 7 donne e 10 bambini. Ad oggi un nucleo composto da madre e due figli minori, prosegue l’ospitalità. Per le altre situazioni, il lavoro di rete delle operatrici del Centro con gli assistenti sociali e le forze dell’ordine ha permesso alle donne di uscire dalla situazione di violenza e intraprendere un percorso di autonomia.

Le donne che si sono rivolte allo sportello di ascolto sono prevalentemente di origine italiana (11 cittadine italiane, 5 cittadine marocchine, 1 cittadina rumena, 1 cittadina tunisina) mentre le donne che sono state ospitate sono prevalentemente straniere: 1 nucleo di origini rumene, 1 nucleo di origini tunisine, 2 donne marocchine (una senza figli) e due nuclei italiani (donna con un figlio, donna con 2 figli).

La tipologia di violenza maggiormente presentatasi è stata violenza domestica (che comprende violenza fisica, violenza psicologica, violenza economica), seguita dallo stalking a opera di ex compagni o mariti.

 

 

Pubblicato: 26 Novembre 2014