FIDENZA DICE “NO” ALLA PRODUZIONE DI FORMAGGIO CON LATTE IN POLVERE. MASSARI E BONATTI SCRIVONO AL COMMISSARIO EUROPEO PER DIFENDERE LE AZIENDE DEL TERRITORIO

Inviata una lettera all’Unione Europea, al Premier Renzi e al Ministro Martina

contro la volontà europea di introdurre derivati del latte nella produzione casearia

 

Fidenza, 3 luglio 2015 – La produzione di latte, il Parmigiano Reggiano e il settore caseario sono una ricchezza per il territorio e vanno tutelati dalle contraffazioni alimentari, in particolare dalla possibilità di produrre formaggio con latte in polvere.

Il Sindaco Massari e l’assessore all’Agricoltura e Attività produttive, Fabio Bonatti, lanciano un grido d’allarme nei confronti della diffida inviata all’Italia dalla Commissione Europea che attacca la legge 138 del 1974 che vieta l’uso di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito per produrre yogurt, caciotte, robiole e mozzarelle.

Solo a Fidenza la filiera del Parmigiano Reggiano coinvolge 7 caseifici e 62 aziende che conferiscono circa 310mila quintali di latte, vale a dire oltre 100mila forme prodotte per un valore minimo di 32 milioni di euro. Nel 2014 le imitazioni di Parmigiano Reggiano e di Grana Padano nel mondo hanno toccato i 300milioni di chilogrammi prodotti, che significa che sono stati prodotti più formaggi falsi di quelli originali” ha spiegato il sindaco Andrea Massari, che oggi ha inviato, insieme all’assessore Bonatti, una lettera di protesta contro la diffida al Commissario Europeo dell’Agricoltura, Phil Hogan, al Premier Renzi, al Ministro per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Maurizio Martina, e all’Onorevole Giuseppe Romanini, membro della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, presente oggi a Fidenza per sostenere l’azione dell’Amministrazione comunale.

L’intento della lettera a difesa del sistema lattiero caseario italiano è quello di dare voce coralmente al territorio perché può capitare che da qualche piccolo scricchiolio si inceppi un meccanismo più grande”, ha detto Massari.

Stiamo parlando di una filiera primaria nella nostra economia che viene messa a rischio dall’introduzione di norme che non solo non tutelano la qualità dei prodotti e la salute del consumatore ma minacciano in modo concreto l’economia del territorio, con il rischio di un crollo del prezzo del latte”, ha commentato l’assessore all’Agricoltura e Attività produttive, Fabio Bonatti.

L’azione dell’Amministrazione ha ottenuto il pieno appoggio dell’Onorevole Giuseppe Romanini: “Bisogna difendere questi valori non solo per la qualità dei nostri prodotti e la salute dei consumatori ma anche per tutelare la cultura alimentare del territorio. Questa diffida è preoccupante perché apre molteplici spiragli. Abbiamo presentato un’interrogazione a risposta immediata in Commissione e una mozione per l’Aula e abbiamo l’appoggio del ministro Martina che difende il sistema lattiero caseario italiano”.

Il Comune di Salsomaggiore ha aderito all’iniziativa perché “alta è la preoccupazione, soprattutto per tutti quei produttori di latte che non rientrano nella produzione di formaggi DOP, tutelati dai rispettivi disciplinari, per i quali l’introduzione di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito nella produzione casearia rappresenta un rischio concreto per l’attività”, ha spiegato l’assessore all’Agricoltura e Attività produttive del Comune di Salsomaggiore Terme, Marco Trevisan.

Presenti all’incontro le associazioni di categoria del settore, che hanno appoggiato l’iniziativa del sindaco Massari e dell’assessore Bonatti. Erano presenti: il direttore provinciale Coldiretti, Alessandro Corsini, il direttore di zona Coldiretti, Mauro Mangora, il presidente provinciale Confagricoltura, Monica Venturini, il direttore provinciale Confagricoltura, Eugenio Zedda, il direttore di zona Confagricoltura, Stefano Lombardi, il vicesindaco Alessia Gruzza e l’assessore all’Ambiente, Giancarlo Castellani.

Pubblicato: 03 Luglio 2015