Stagione di Prosa 2006 - 2007
Teatro G. Magnani
È dovere di un’Amministrazione Comunale investire sul teatro e farlo con un’attenzione particolare per il pubblico giovanile, perché è in questo modo che possiamo crescere sia come singoli, sia come comunità. Nella magia di ogni rappresentazione teatrale risiede infatti qualcosa della vita di tutti noi: sentimenti, passioni, risposte a domande inevase, speranze per il futuro. È un modo per indagare meglio noi stessi e per condividere questa esperienza davvero unica con altri membri della nostra comunità, in un processo di cambiamento e di crescita comune. Davide Vanicelli (Assessore alla Cultura)
È un viaggio che scandaglia la dimensione tragica dell’esistenza. Un percorso che indaga nelle pieghe della psiche. Alla ricerca di una risposta che non è dato trovare. Così immagino tappa dopo tappa la proposta teatrale che si muove a ritroso, dalla contemporanea e tragicomica visione del reale di Finale di Partita – in cui “niente è più comico dell’infelicità” e in cui la produzione di parole copre la vacuità della vita – alla Tragedia delle tragedie, quella di Edipo. Inseguendo una domanda senza risposta: quale il senso del male nell’esistenza dell’uomo? Quel male che nell’Olocausto ha raggiunto la sua espressione massima, tanto da diventare capo di imputazione nel “processo a Dio”. Un male che si consuma anche nel privato (e non per questo è meno doloroso), nelle maglie della famiglia, che da nido diventa incubo, come per la piccola Marianna Ucria. O che si alimenta nella ritualità quasi sacrale dell’iniziazione mafiosa, ricostruita con un linguaggio arcaico da Emma Dante nel suo ultimo lavoro, Cani di bancata. Forse non la lucidità della ragione ma la follia può schiudere orizzonti di senso. “Si nasce tutti pazzi, alcuni lo restano”, dice Shakespeare. Che nell’Amleto analizza la tragedia della volontà e dell’azione. E così il palcoscenico si fa mezzo di esplorazione. La parola portata in scena, viatico verso la conoscenza. Ma il senso resta un orizzonte sempre visibile e mai raggiungibile. Al cui approdo ognuno di noi tende nel perpetrarsi continuo della ricerca, anche attraverso il riso lieve della commedia di Camilleri o il destabilizzante umorismo pirandelliano che cerca la verità solo al di là dell’apparenza. Silvia Allegri (Direttore Artistico)
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Data di creazione: 12/10/2006
Data di modifica: 28/04/2010
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